lunedì 14 settembre 2015

Colori e sapori della salute



Tutto ebbe inizio nel lontano 1912, quando uno scienziato di origine polacca ;-) Kazimierz Funk, scoprì una sostanza in grado di curare una grave malattia provocata da una dieta incentrata quasi esclusivamente sul riso brillato. Funk scoprì che tale sostanza, appartenente al gruppo delle ammine ed oggi conosciuta come tiamina o vitamina B1, riusciva a curare rapidamente i malati. Per rappresentare le sue due caratteristiche fondamentali (origine chimica e proprietà salutistiche), Funk coniò il termine "amina della vita" o, più brevemente, vitamina. In seguito, per la sua capacità di curare il beri-beri, tale sostanza assunse il nome di vitamina B. Successivamente, nonostante la scoperta che non tutte le vitamine possiedono gruppi amminici, fu mantenuto il sistema di classificazione originale, basato sull'identificazione delle diverse vitamine con le lettere dell'alfabeto. Fu però introdotta una sostanziale differenza: a partire da quel momento la nomenclatura non venne più basata sulle malattie da esse curate o prevenute, ma sull'ordine cronologico della scoperta.

Da quel momento ad oggi sono state identificate 13 vitamine, suddivise in liposolubili (A, D, E, K) ed idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12, C).
Le vitamine sono dei catalizzatori e dei regolatori dei processi metabolici, che intervengono in moltissime reazioni enzimatiche. Anche se presenti in piccole quantità nel nostro corpo, risultano indispensabili per la vita. Non hanno nessun valore energetico, ma svolgono unicamente un ruolo catalitico e regolatore su tutte le funzioni organiche, come ad esempio la crescita o la funzione riproduttiva.

Le vitamine potenziano le difese dell’organismo, intervengono nei processi riparativi delle cellule danneggiate dall’azione lesiva di agenti fisici o chimici, influiscono su tutte le ghiandole endocrine, sull’equilibrio minerale, sulla produzione e demolizione del tessuto osseo, sulla funzionalità del sistema nervoso centrale, sul processo della visione, sulle vie che trasformano i grassi, le proteine, gli zuccheri e portano alla fabbricazione degli acidi nucleici. Questo non vuol dire che ogni vitamina ha un specifico compito, cioè questa vitamina è responsabile per questo e questa per quello. Le vitamine “lavorano” in gruppo. Ad esempio:

  • per un corretto funzionamento delle ossa non abbiamo solo bisogno del calcio. Serve anche il magnesio e fosforo;
  • per creare un corretto impulso nervoso abbiamo bisogno delle giuste quantita di sodio, potassio, cloro, calcio e vitamina B12;
  • per creare i globuli rossi non basta solo il ferro ma c'è anche bisogno di rame, vitamina C, B6, B9, B12 e di proteine;
  • per mantenere la nostra pelle in salute abbiamo bisogno di diverse sostanze come vitamina A, E, B2,B3, B9, omega 6, lecitina, silicio e ferro.

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Le vitamine possiamo dividerle in liposolubili A, D, E, F, K e idrosolubili B, C, P. Il nostro fabbisogno giornaliero di vitamine è molto basso, basta qualche milligrammo al giorno. Soltanto i valori di vitamina C e P sono relativamente alti. Tutti questi nutrienti, a parte la B12 contenuta prevalentemente nei cibi animali, dovrebbero trovarsi principalmente nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali. Al giorno d'oggi però tali alimenti presentano purtroppo quantità scarse o minime di queste sostanze. L'unica fonte, che possiede ancora uno spettro quantitativamente e qualitativamente ampio e completo di vitamine, inclusa la B12, sono alcuni cibi selvatici e primordiali. Sopratutto poco conosciute e usate nella nostra cultura le alghe verdi-azzurre.


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I minerali fanno parte dei principi alimentari inorganici perché non contengono carbonio. Nel corpo umano i minerali sono presenti in forma di sali oppure in forma di ioni (atomi o gruppi di atomi aventi carica elettrica positiva o negativa) liberi, vaganti nei liquidi organici. Visto che non contengono carbonio essi fanno parte dei principi alimentari inorganici. Li possiamo dividere in:



  1. macroelementi (calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, sodio, cloro) che vanno assunti giornalmente in quantità relativamente grandi ( il fabbisogno supera i 100mg/die)
  2. microelementi o oligoelementi (cobalto, rame, iodio, litio, manganese selenio, zinco, zolfo, oro, fluoro, nichel, berillio, alluminio, cromo), dei quali abbiamo bisogno in piccole o piccolissime quantità (fabbisogno è limitato e non supera i 100mg/die)



Alcuni minerali come il calcio, il fluoro, il fosforo e il magnesio svolgono una funzione plastica, in quanto partecipano alla struttura del corpo umano, mentre altri sono bioregolatori giacché partecipano alle reazioni metaboliche e all'attività degli enzimi.



Il fabbisogno micro- o oligo- elementi è molto basso variando dal millesimo di milligrammo al milligrammo, ma il loro apporto deve essere costante. Cereali, legumi, semi oleaginosi, frutta e verdura, prodotti di mare erano un tempo le più importanti fonti di minerali. Oggi purtroppo i terreni, e di conseguenza i cibi, sono sempre più poveri di nutrienti. La principale e più ricca fonte di macro e microminerali sono i cosiddetti "supercibi" come cereali originari, semi, erbe particolari e microalghe. Questi alimenti non hanno ancora subito le manipolazioni e alterazioni dell' agricoltura e dell'industria alimentare moderna.

L'importanza delle vitamine nelle attività di molti enzimi e conosciuta da moltissimo tempo. Per quanto riguarda i minerali solo recentemente si è esaminato più profondamente il loro importantissimo ruolo:

  1. Il ferro e il rame sono due oligoelementi strettamente legati tra loro; il ferro è essenziale per la sintesi dell'emoglobina, una proteina che lega l'ossigeno contenuto nei globuli rossi e nella mioglobina muscolare. Il rame (e, in parte, anche il cobalto), oltre a facilitare l'assorbimento del ferro, entra nel meccanismo di sintesi dell'emoglobina favorendolo. Il ferro è anche un componente di enzimi del metabolismo energetico, mentre il rame costituisce diversi enzimi digestivi e determina la formazione di elastina.
  2. Il molibdeno compone alcuni enzimi che partecipano al metabolismo delle basi puriniche (costituenti dei nucleotidi).
  3. Lo zinco, è un componente enzimatico che si trova sia nei catalizzatori degli acidi nucleici che in quelli digestivi; partecipa al funzionamento sensoriale del gusto e dell'olfatto.
  4. Lo iodio è un importantissimo componente degli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina, pertanto (assieme al cobalto che partecipa alla reazione di fissazione dello iodio) rappresenta un elemento di bioregolazione corporea.
  5. Il fluoro, come anticipato, partecipa al mantenimento della struttura ossea e dentaria, inoltre svolge una vera e propria azione schermante dalla carie.
  6. Il manganese è un componente di numerosi enzimi che partecipano alla biosintesi del colesterolo e al metabolismo delle ammine in genere.
  7. Il cromo è coinvolto nel metabolismo glucidico e lipidico; è componente di un fattore detto GTF che potenzia l'attività dell'ormone insulina nel trasporto del glucosio.
  8. Il cobalto partecipa alle varie funzioni della cianocobalamina (vit. B12), influenza la biosintesi dell'emoglobina e facilita la fissazione dello iodio tiroideo.
  9. Il selenio è un coenzima della glutatione perossidasi, agisce da antiossidante proteggendo le membrane cellulari e contrastando l'azione negativa dei radicali liberi.

In pratica, i minerali, sebbene presenti in concentrazioni basse o talvolta infinitesimali, regolano tutte le funzioni organiche e concorrono al mantenimento dell’omeostasi organica. Le ricerche hanno dimostrato che una loro carenza turba l’equilibrio umorale, indebolisce l'organismo e rende pericolosamente fragile il terreno vitale.


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Ognuno di noi sa che la principale fonte di vitamine e minerali consiste nei vegetali, i quali, a loro volta, assorbono i minerali dal terreno. La nostra dieta dovrebbe fornirci tutti elementi di cui il nostro corpo ha bisogno per svolgere le azioni vitali. Purtroppo i terreni utilizzati per le coltivazioni al giorno d'oggi contengono al massimo 15-20 minerali. Di conseguenza le piante che vi crescono cono carenti di minerali e vitamine. Anche le piogge acide, l’estrema raffinazione e i processi industriali a cui sono sottoposti molti dei cibi che mangiamo contribuiscono ad abbassare ulteriormente la quantità di nutrienti disponibili per il buon funzionamento dell’organismo umano.
La frutta e la verdura conservate a lungo in casa subiscono perdite vitaminiche decisamente ingenti. Per esempio una mela in due mesi vede ridursi il suo contenuto di vitamina C fino ad un terzo del valore iniziale. 

Lavare e pelare le verdure è causa di abbondanti perdite di vitamine C e del gruppo B. Cottura e raffreddamento sono responsabili poi di ulteriori perdite.

 Volgendo lo sguardo ai trattamenti industriali quello che emerge non è più tranquillizzante. Il congelamento consente di ridurre le perdite di vitamine, tuttavia il successivo scongelamento è causa di notevoli perdite. Ancora più rilevanti in termini numerici sono le perdite causate dalla raffinazione della farina, dalla sterilizzazione e dallo sbiancamento dei prodotti in scatola.


Proprio nelle aree geografiche a più elevato tenore di vita una larga parte della popolazione dei paesi sviluppati ha ridotte riserve di vitamine e minerali. Questa condizione, in una prima fase provoca generalmente solo danni a livello biochimico, che non sempre si esprimono con sintomi chiari e inequivocabili. Solo dopo numerosi anni o in occasione di particolari eventi o situazioni (stress, gravidanza, attività fisica intensa, ecc.), lo stato carenziale può esprimersi con la malattia. Si tratta di forme di ipovitaminosi e carenze minerali latenti che sono tanto più pericolose in quanto rimangono inapparenti per lunghi periodi.
Nel rapporto di Val de Marne del 1991 furono evidenziate estreme carenze di minerali e vitamine nell'alimentazione corrente.

  • Le vitamine B erano dal 40% al 90% inferiori ai livelli di assunzione raccomandati; la vitamina A dal 50% al 60%; la vitamina E 100%;
  • il magnesio dal 60% al 90%; lo zinco 90%; il rame dal 55% al 90%.

Purtroppo da allora la situazione non è migliorata. I recenti studi hanno mostrato che negli ultimi 15 anni c'è stato un ulteriore calo di nutrienti nei cibi con percentuali che arrivano, per alcune sostanze, fino a - 92%. Quali sono allora le cause di queste forme carenziali se tutti gli alimenti allo stato naturale contengono i micronutrienti indispensabili per la salute? Il forte depauperamento e impoverimento dei terreni agricoli, la cottura, la conservazione, la raffinazione, le manipolazioni casalinghe e industriali dei cibi. Dopo questi interventi gli alimenti sono ancora sostanzialmente invariati per quanto concerne il valore calorico, la quantità delle proteine, dei glucidi e dei grassi. 

Il problema non si risolve con gli integratori fatti dall'uomo, per due ragioni fondamentali:
  1. perché il nostro corpo non li riconosce come alimenti, e li assimila solo in minima parte (e ciò che non viene assimilato finisce per fare danni!);
  2. perché ciò di cui il nostro corpo ha bisogno non è una specifica vitamina o minerale, né solo un certo numero di vitamine e minerali, ma lo spettro completo di tutti i nutrienti, anche in minime quantità. Infatti ciascun nutriente funziona bene ed è fortemente potenziato solo se in una sinergia completa e bilanciata di tutti i nutrienti, proprio come nei cibi selvatici primordiali.


Risulta allora sempre più importante garantire all’organismo un adeguato apporto di nutrienti essenziali, che di solito si può realizzare mediante una naturale integrazione di queste sostanze nutritive dai cibi primordiali: germogli, erbe di cereali, cibi fermentati, ma in primo luogo alghe verdi-azzurre selvatiche, probiotici ed enzimi. 
Ma se nonostante l'alimentazione sana e ricca di frutta e verdura abbiamo le carenze vitaminiche? Cosa possiamo fare? Tranquilli, tutto si può risolvere ;-) Come? Con gli integratori giusti....!!!! Ma come? Non ho scritto che con integratori non si risolveva niente? Se avete letto bene meglio condurre uno stile di vita sano e seguire un'alimentazione equilibrata- solo così si vince la battaglia contro l'invecchiamento, stanchezza e sopratutto le malattie. Ma se nonostante gli sforzi questa non bastasse bisogna integrare. Non con gli integratori multivitaminici, proposti nel commercio, nei quali le quantità di vitamine sono insufficienti. Prima sarebbe opportuno capire, attraverso gli esami di sangue, cosa ci manca e poi integrare, considerando anche il fatto che le vitamine non agiscono da sole ma in gruppo e che la mancanza di ad esempio ferro, non sempre significa la mancanza di questo oligoelemento. Ma di questo e altro Vi scriverò la prossima volta. Vi presenterò i "grandi protocolli vitaminici". Alla prossima


Bibliografia:

1. "Zdrowie na wlasne zyczenie", Jozef Slonecki, vol. 1
2. www.blog.h24store.it
3. www.weightwelness.it
4.www.benessere360.com
5. www.bioslone.pl

6.www.my-personaltrainer.it




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