La fermentazione
viene definita come una reazione utilizzata da vari microorganismi
per produrre energia a partire dagli zuccheri in assenza di ossigeno.
La fermentazione lattica, che ha luogo nel colon e molto simile a
un'altra reazione utilizzata da millenni per conservare i cibi. Già
i primi allevatori hanno notato che ponendo il latte delle loro
bestie in un recipiente ermetico esso “cagliava”e si conservava
più a lungo rispetto a latte fresco. Senza saperlo e saperlo
spiegare su piano scientifico essi hanno scoperto la fermentazione
lattica. Il processo che trasforma lo zucchero del latte in acido
lattico, cosa che acidifica l'ambiente e impedisce la proliferazione
di microorganismi patogeni come le muffe.
La scoperta e il
perfezionamento di vari metodi per ottenere queste forme di latte
fermentato hanno origine ne Medio Oriente e nei Balcani. Anche se
guardando diverse culture e tradizioni alimentari possiamo notare che
ognuna di esse ha dato origine a vari alimenti a base di latte e
verdure fermentati:skyr, langfil, viili e ymer nei paesi scandinavi;
mass, zabady, irgo e nono in Africa, yogurt, crauti in Europa, e nei
Paesi dell'Est biokys, tarho, kefir, koumis, barszcz. Oltre a una
conservazione più lunga rispetto a prodotti freschi, i prodotti
fermentati presentano numerosi vantaggi:
- maggior digeribilità;
- maggior ricchezza di nutrienti come proteine, aminoacidi, acidi grassi e vitamine provenienti dai batteri;
- maggior varietà gastronomica grazie ai diversi aromi, sapori e consistenze generati dalla fermentazione.
Crauti fatti in casa by Carlo
Necessario:
-
scatoletta Zuccato
-
apriscatole
-
forchetta
...
beh no così è un po' troppo semplice. Con un po' di impegno si
possono fare degli ottimi crauti fermentati, ancor più buoni di
quelli confezionati.
Ingredienti
- cavolo cappuccio (per riempire il mio vaso utilizzo circa 10 kg)
- un bicchiere scarso di sale di cava non trattato (sale himalayano oppure sale ???)
- aceto noooo! Non si usa l'aceto
Materiale
-
coltello o se preferite far meno fatica potete usare l'affettacrauti
manuale o l'affettatrice elettrica
-
vaso di terracotta con coperchio
-
pestello con una base ampia
-
un coperchio di plastica semirigido o 2 semicerchi di legno
-
un sasso
Preparazione
Indossate
il vestiario adatto, meglio se tirolese.
Date
una bella sciacquata ai cavoli interi, rimuovendo soltanto le prime
foglie sporche o rovinate.
Affilate
bene il coltello; ci vorrà un po' di tempo ma un coltello ben
affilato, oltre a garantire un taglio più facile, può anche essere
utile nel caso vostra moglie continuasse a ronzarvi intorno
dicendo che lei li taglierebbe più sottili.
Bon,
adesso iniziate ad affettare.
Io,
prima divido il cavolo in pezzi più piccoli e maneggevoli, poi parto
ad affettarli a striscioline sottili, tipo spaghetto. Questa è
sicuramente la parte più faticosa ma che a me personalmente dà
soddisfazione. Sarà il mio spirito omicida nascosto o sarà che
menare il coltello ristabilisce il mio equilibrio interiore.
Quando
avete affettato il primo cavolo potete già cominciare a riempire il
vaso di terracotta, precedentemente lavato.
Disponete
sul fondo un primo strato di cavolo affettato, e spargetevi sopra una
presa di sale. Dovete farvi bastare il bicchiere di sale per tutta la
preparazione, ma regolatevi ad occhio, non state a fare i
farmacisti.
Con
poco sale aumenta la velocità di fermentazione, con troppo sale si
finisce per dover aspettare troppo ed avere dei crauti troppo
salati.... ma va!?
Comunque
dopo aver disposto lo strato di cavolo e sale, pressate tutto bene
con pestello in modo da compattare il tutto. Pressate; non prendete a
mazzate il povero cavolo!
Procedete
cosi alternando taglio e stratificazioni di cavolo e sale e
pressatura.
Uno
strato di cavolo una presa di sale e pressata e via finché ce n'è.
Man
mano che salite noterete che il cavolo comincerà a spurgare acqua.
Ottimo è proprio quello che deve succedere!
Alla
fine vi dovreste trovare l'acqua che copre il cavolo... a questo
punto scolatela tutta... ma no!! Fermi, scherzavo!
E'
importante che tutto il cavolo presente nel vaso sia completamente
coperto dall'acqua.
Ora
procedete a posizionare un disco rigido e un peso sopra di esso per
mantenere il tutto ben compresso e sempre sotto l'acqua.
Conservate
per le prime 3-4 settimane in casa o in un luogo comunque non troppo
freddo.
I
batteri per lavorare bene hanno bisogno di una temperatura casalinga;
il loro lavoro produrrà gas, anche un po' puzzolenti per i nasi
fini, che andranno liberati per evitare che i vostri crauti possano
diventare amari.
Durante
i primi giorni di fermentazione, aprite il vaso e sforacchiate più
volte la massa di verze fino in fondo usando una bacchetta. Vedrete
che emergeranno delle bollicine.
Dopo
un po' di tempo noterete che sulla superficie comincerà a formarsi
una patina bianca, come una muffa; buon segno, significa che il
processo di fermentazione sta andando bene.
Volendo
potete asportare la muffa superficiale anche se non fa male; in ogni
caso non mescolate mai il composto.
Quando
le verze cominciano ad assumere il classico colore giallino pallido e
la consistenza tipica dei crauti potete mettere il vaso in un posto
più fresco; assaggiate per capire se hanno definitivamente perso il
sapore di verza e assunto quello di crauti.
Il
sapore sarà decisamente più intenso di quelli che comprate al
supermercato, che sono anch'essi ottimi, di solito fermentati
naturalmente, senza uso di composti strani, ma che alla fine del
processo vengono sottoposti ad un trattamento di pastorizzazione per
arrestare il “lavoro” batteri... credo proprio che li ammazzino,
criminali!
I
vostri crauti fatti in casa invece saranno pieni di fermenti vivi,
ottimi per il benessere del vostro intestino. Anche la salamoia che
rimane è ottima da bere.
Man
mano che prelevate i crauti dal vaso verificate che l'acqua li
ricopra sempre, affinchè si conservino per bene. In caso contrario
potete rimediare aggiungendo un po' di acqua bollita con sale e
lasciata raffreddare.
Se
non vi dovesse piacere questa procedura, sappiate che internet è
pieno zeppo di istruzioni per fare i crauti fermentati casalinghi, ma
mia moglie mi ha obbligato a scrivere questo articolo; quindi per
mantenere il mio benessere fisico e mentale ho eseguito il compito
nonostante le mie capacità narrative siano al pari di un bambino di
4a elementare...
Buona
Fermentazione!

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