lunedì 14 settembre 2015

Colori e sapori della salute



Tutto ebbe inizio nel lontano 1912, quando uno scienziato di origine polacca ;-) Kazimierz Funk, scoprì una sostanza in grado di curare una grave malattia provocata da una dieta incentrata quasi esclusivamente sul riso brillato. Funk scoprì che tale sostanza, appartenente al gruppo delle ammine ed oggi conosciuta come tiamina o vitamina B1, riusciva a curare rapidamente i malati. Per rappresentare le sue due caratteristiche fondamentali (origine chimica e proprietà salutistiche), Funk coniò il termine "amina della vita" o, più brevemente, vitamina. In seguito, per la sua capacità di curare il beri-beri, tale sostanza assunse il nome di vitamina B. Successivamente, nonostante la scoperta che non tutte le vitamine possiedono gruppi amminici, fu mantenuto il sistema di classificazione originale, basato sull'identificazione delle diverse vitamine con le lettere dell'alfabeto. Fu però introdotta una sostanziale differenza: a partire da quel momento la nomenclatura non venne più basata sulle malattie da esse curate o prevenute, ma sull'ordine cronologico della scoperta.

Da quel momento ad oggi sono state identificate 13 vitamine, suddivise in liposolubili (A, D, E, K) ed idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12, C).
Le vitamine sono dei catalizzatori e dei regolatori dei processi metabolici, che intervengono in moltissime reazioni enzimatiche. Anche se presenti in piccole quantità nel nostro corpo, risultano indispensabili per la vita. Non hanno nessun valore energetico, ma svolgono unicamente un ruolo catalitico e regolatore su tutte le funzioni organiche, come ad esempio la crescita o la funzione riproduttiva.

Le vitamine potenziano le difese dell’organismo, intervengono nei processi riparativi delle cellule danneggiate dall’azione lesiva di agenti fisici o chimici, influiscono su tutte le ghiandole endocrine, sull’equilibrio minerale, sulla produzione e demolizione del tessuto osseo, sulla funzionalità del sistema nervoso centrale, sul processo della visione, sulle vie che trasformano i grassi, le proteine, gli zuccheri e portano alla fabbricazione degli acidi nucleici. Questo non vuol dire che ogni vitamina ha un specifico compito, cioè questa vitamina è responsabile per questo e questa per quello. Le vitamine “lavorano” in gruppo. Ad esempio:

  • per un corretto funzionamento delle ossa non abbiamo solo bisogno del calcio. Serve anche il magnesio e fosforo;
  • per creare un corretto impulso nervoso abbiamo bisogno delle giuste quantita di sodio, potassio, cloro, calcio e vitamina B12;
  • per creare i globuli rossi non basta solo il ferro ma c'è anche bisogno di rame, vitamina C, B6, B9, B12 e di proteine;
  • per mantenere la nostra pelle in salute abbiamo bisogno di diverse sostanze come vitamina A, E, B2,B3, B9, omega 6, lecitina, silicio e ferro.

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Le vitamine possiamo dividerle in liposolubili A, D, E, F, K e idrosolubili B, C, P. Il nostro fabbisogno giornaliero di vitamine è molto basso, basta qualche milligrammo al giorno. Soltanto i valori di vitamina C e P sono relativamente alti. Tutti questi nutrienti, a parte la B12 contenuta prevalentemente nei cibi animali, dovrebbero trovarsi principalmente nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali. Al giorno d'oggi però tali alimenti presentano purtroppo quantità scarse o minime di queste sostanze. L'unica fonte, che possiede ancora uno spettro quantitativamente e qualitativamente ampio e completo di vitamine, inclusa la B12, sono alcuni cibi selvatici e primordiali. Sopratutto poco conosciute e usate nella nostra cultura le alghe verdi-azzurre.


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I minerali fanno parte dei principi alimentari inorganici perché non contengono carbonio. Nel corpo umano i minerali sono presenti in forma di sali oppure in forma di ioni (atomi o gruppi di atomi aventi carica elettrica positiva o negativa) liberi, vaganti nei liquidi organici. Visto che non contengono carbonio essi fanno parte dei principi alimentari inorganici. Li possiamo dividere in:



  1. macroelementi (calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, sodio, cloro) che vanno assunti giornalmente in quantità relativamente grandi ( il fabbisogno supera i 100mg/die)
  2. microelementi o oligoelementi (cobalto, rame, iodio, litio, manganese selenio, zinco, zolfo, oro, fluoro, nichel, berillio, alluminio, cromo), dei quali abbiamo bisogno in piccole o piccolissime quantità (fabbisogno è limitato e non supera i 100mg/die)



Alcuni minerali come il calcio, il fluoro, il fosforo e il magnesio svolgono una funzione plastica, in quanto partecipano alla struttura del corpo umano, mentre altri sono bioregolatori giacché partecipano alle reazioni metaboliche e all'attività degli enzimi.



Il fabbisogno micro- o oligo- elementi è molto basso variando dal millesimo di milligrammo al milligrammo, ma il loro apporto deve essere costante. Cereali, legumi, semi oleaginosi, frutta e verdura, prodotti di mare erano un tempo le più importanti fonti di minerali. Oggi purtroppo i terreni, e di conseguenza i cibi, sono sempre più poveri di nutrienti. La principale e più ricca fonte di macro e microminerali sono i cosiddetti "supercibi" come cereali originari, semi, erbe particolari e microalghe. Questi alimenti non hanno ancora subito le manipolazioni e alterazioni dell' agricoltura e dell'industria alimentare moderna.

L'importanza delle vitamine nelle attività di molti enzimi e conosciuta da moltissimo tempo. Per quanto riguarda i minerali solo recentemente si è esaminato più profondamente il loro importantissimo ruolo:

  1. Il ferro e il rame sono due oligoelementi strettamente legati tra loro; il ferro è essenziale per la sintesi dell'emoglobina, una proteina che lega l'ossigeno contenuto nei globuli rossi e nella mioglobina muscolare. Il rame (e, in parte, anche il cobalto), oltre a facilitare l'assorbimento del ferro, entra nel meccanismo di sintesi dell'emoglobina favorendolo. Il ferro è anche un componente di enzimi del metabolismo energetico, mentre il rame costituisce diversi enzimi digestivi e determina la formazione di elastina.
  2. Il molibdeno compone alcuni enzimi che partecipano al metabolismo delle basi puriniche (costituenti dei nucleotidi).
  3. Lo zinco, è un componente enzimatico che si trova sia nei catalizzatori degli acidi nucleici che in quelli digestivi; partecipa al funzionamento sensoriale del gusto e dell'olfatto.
  4. Lo iodio è un importantissimo componente degli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina, pertanto (assieme al cobalto che partecipa alla reazione di fissazione dello iodio) rappresenta un elemento di bioregolazione corporea.
  5. Il fluoro, come anticipato, partecipa al mantenimento della struttura ossea e dentaria, inoltre svolge una vera e propria azione schermante dalla carie.
  6. Il manganese è un componente di numerosi enzimi che partecipano alla biosintesi del colesterolo e al metabolismo delle ammine in genere.
  7. Il cromo è coinvolto nel metabolismo glucidico e lipidico; è componente di un fattore detto GTF che potenzia l'attività dell'ormone insulina nel trasporto del glucosio.
  8. Il cobalto partecipa alle varie funzioni della cianocobalamina (vit. B12), influenza la biosintesi dell'emoglobina e facilita la fissazione dello iodio tiroideo.
  9. Il selenio è un coenzima della glutatione perossidasi, agisce da antiossidante proteggendo le membrane cellulari e contrastando l'azione negativa dei radicali liberi.

In pratica, i minerali, sebbene presenti in concentrazioni basse o talvolta infinitesimali, regolano tutte le funzioni organiche e concorrono al mantenimento dell’omeostasi organica. Le ricerche hanno dimostrato che una loro carenza turba l’equilibrio umorale, indebolisce l'organismo e rende pericolosamente fragile il terreno vitale.


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Ognuno di noi sa che la principale fonte di vitamine e minerali consiste nei vegetali, i quali, a loro volta, assorbono i minerali dal terreno. La nostra dieta dovrebbe fornirci tutti elementi di cui il nostro corpo ha bisogno per svolgere le azioni vitali. Purtroppo i terreni utilizzati per le coltivazioni al giorno d'oggi contengono al massimo 15-20 minerali. Di conseguenza le piante che vi crescono cono carenti di minerali e vitamine. Anche le piogge acide, l’estrema raffinazione e i processi industriali a cui sono sottoposti molti dei cibi che mangiamo contribuiscono ad abbassare ulteriormente la quantità di nutrienti disponibili per il buon funzionamento dell’organismo umano.
La frutta e la verdura conservate a lungo in casa subiscono perdite vitaminiche decisamente ingenti. Per esempio una mela in due mesi vede ridursi il suo contenuto di vitamina C fino ad un terzo del valore iniziale. 

Lavare e pelare le verdure è causa di abbondanti perdite di vitamine C e del gruppo B. Cottura e raffreddamento sono responsabili poi di ulteriori perdite.

 Volgendo lo sguardo ai trattamenti industriali quello che emerge non è più tranquillizzante. Il congelamento consente di ridurre le perdite di vitamine, tuttavia il successivo scongelamento è causa di notevoli perdite. Ancora più rilevanti in termini numerici sono le perdite causate dalla raffinazione della farina, dalla sterilizzazione e dallo sbiancamento dei prodotti in scatola.


Proprio nelle aree geografiche a più elevato tenore di vita una larga parte della popolazione dei paesi sviluppati ha ridotte riserve di vitamine e minerali. Questa condizione, in una prima fase provoca generalmente solo danni a livello biochimico, che non sempre si esprimono con sintomi chiari e inequivocabili. Solo dopo numerosi anni o in occasione di particolari eventi o situazioni (stress, gravidanza, attività fisica intensa, ecc.), lo stato carenziale può esprimersi con la malattia. Si tratta di forme di ipovitaminosi e carenze minerali latenti che sono tanto più pericolose in quanto rimangono inapparenti per lunghi periodi.
Nel rapporto di Val de Marne del 1991 furono evidenziate estreme carenze di minerali e vitamine nell'alimentazione corrente.

  • Le vitamine B erano dal 40% al 90% inferiori ai livelli di assunzione raccomandati; la vitamina A dal 50% al 60%; la vitamina E 100%;
  • il magnesio dal 60% al 90%; lo zinco 90%; il rame dal 55% al 90%.

Purtroppo da allora la situazione non è migliorata. I recenti studi hanno mostrato che negli ultimi 15 anni c'è stato un ulteriore calo di nutrienti nei cibi con percentuali che arrivano, per alcune sostanze, fino a - 92%. Quali sono allora le cause di queste forme carenziali se tutti gli alimenti allo stato naturale contengono i micronutrienti indispensabili per la salute? Il forte depauperamento e impoverimento dei terreni agricoli, la cottura, la conservazione, la raffinazione, le manipolazioni casalinghe e industriali dei cibi. Dopo questi interventi gli alimenti sono ancora sostanzialmente invariati per quanto concerne il valore calorico, la quantità delle proteine, dei glucidi e dei grassi. 

Il problema non si risolve con gli integratori fatti dall'uomo, per due ragioni fondamentali:
  1. perché il nostro corpo non li riconosce come alimenti, e li assimila solo in minima parte (e ciò che non viene assimilato finisce per fare danni!);
  2. perché ciò di cui il nostro corpo ha bisogno non è una specifica vitamina o minerale, né solo un certo numero di vitamine e minerali, ma lo spettro completo di tutti i nutrienti, anche in minime quantità. Infatti ciascun nutriente funziona bene ed è fortemente potenziato solo se in una sinergia completa e bilanciata di tutti i nutrienti, proprio come nei cibi selvatici primordiali.


Risulta allora sempre più importante garantire all’organismo un adeguato apporto di nutrienti essenziali, che di solito si può realizzare mediante una naturale integrazione di queste sostanze nutritive dai cibi primordiali: germogli, erbe di cereali, cibi fermentati, ma in primo luogo alghe verdi-azzurre selvatiche, probiotici ed enzimi. 
Ma se nonostante l'alimentazione sana e ricca di frutta e verdura abbiamo le carenze vitaminiche? Cosa possiamo fare? Tranquilli, tutto si può risolvere ;-) Come? Con gli integratori giusti....!!!! Ma come? Non ho scritto che con integratori non si risolveva niente? Se avete letto bene meglio condurre uno stile di vita sano e seguire un'alimentazione equilibrata- solo così si vince la battaglia contro l'invecchiamento, stanchezza e sopratutto le malattie. Ma se nonostante gli sforzi questa non bastasse bisogna integrare. Non con gli integratori multivitaminici, proposti nel commercio, nei quali le quantità di vitamine sono insufficienti. Prima sarebbe opportuno capire, attraverso gli esami di sangue, cosa ci manca e poi integrare, considerando anche il fatto che le vitamine non agiscono da sole ma in gruppo e che la mancanza di ad esempio ferro, non sempre significa la mancanza di questo oligoelemento. Ma di questo e altro Vi scriverò la prossima volta. Vi presenterò i "grandi protocolli vitaminici". Alla prossima


Bibliografia:

1. "Zdrowie na wlasne zyczenie", Jozef Slonecki, vol. 1
2. www.blog.h24store.it
3. www.weightwelness.it
4.www.benessere360.com
5. www.bioslone.pl

6.www.my-personaltrainer.it




domenica 7 giugno 2015

Cistus Incantus- la pianta miracolosa!!!


Tutti abbiamo sentito parlare delle straordinarie proprietà del tea verde. E' senza dubbio il tea più conosciuto nel mondo per le sue forti proprietà antiossidanti, diuretiche e antinfiammatorie. Contiene flavonoidi, catechine, tannini, teina, teofillina, vitamine del gruppo B, minerali e amminoacidi. Purtroppo non è privo di controindicazioni. Grazie alla presenza delle sopra citate sostanze come teina, teofillina e teobromina, un uso eccessivo di tè può creare agitazione e nervosismo. Per chi soffre di insonnia si consiglia di non berlo prima di andare a dormire.
Pochi sanno che esiste una buona e valida alternativa al tea verde, priva di sostanze indesiderate, effetti collaterali e con molte più proprietà benefiche ;)
Cistus incantus è una delle piante mediterranee più ricche in polifenoli e flavonoidi in Europa. 


www.czystek.siteor.pl

Oltre avere le proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti, assunto sotto forma di decotto è un ottimo detossinante, capace di stimolare il sistema immunitario. L’uso di una tisana a base di Cistus Incantus è molto utile nella cura di diverse infezioni vaginali, come la candida, e intestinali. Il Cistus, infatti, stimola la formazione della flora batterica positiva. Proprio questa capacità di stimolare il sistema immunitario rende il Cisto un ottimo antinfiammatorio, ideale per contrastare le reazioni allergiche, e come coadiuvante nella cura di infezioni polmonari e bronchiali. Utilizzato con costanza nei periodi autunnali, è un ottimo rimedio per ostacolare l’insorgere di raffreddori e altre forme influenzali. É stato dimostrato che è anche un ottimo chelante – lega i metalli pesanti come cadmio.

www.vegazdrowie.pl


E' un ottimo rimedio contro la spirocheta Borrelia burgdorferi che provoca la borelliosi, una malattia trasmessa dalle zecche. Aiuta non solo a prevenire la malattia ma anche a neutralizzare le spirochete già presenti nel organismo.
Dimostra ottime proprietà sbiancanti per i denti e può sostituire il collutorio.
Per apprezzare tutte le proprietà curative del cistus, la tisana va bevuta con assiduità e persistenza per almeno un mese. Non ha controindicazioni ne effetti collaterali ,quindi può essere bevuta da tutti, anche i bambini dal 3° mese di vita.


sabato 16 maggio 2015

Verso la prevenzione!!!


Il menù privo di carne, latte, farine e zuccheri raffinati offre indiscutibili vantaggi per la nostra salute. Protegge il sistema cardio-vascolare, l'apparato digerente, il cervello; aiuta a prevenire diverse patologie ed essendo ricca di vitamine e minerali contrasta l'invecchiamento. Tutto questo a patto che la dieta sia imposta in maniera corretta e graduale. Come prima cosa vi consiglio di non stravolgere la vostra dispensa ma piano piano sostituire prodotti raffinati, confezionati e inscatolati con quelli integrali, freschi e preparati in casa. Ci vuole un po' di tempo e impegno, ma Vi assicuro che il risultato supererà le vostre aspettative.

www.bnmagazine.it


A volte bastano piccoli cambiamenti per migliorare la nostra salute:
  1. Zucchero bianco, raffinato - miele, xsylitolo,succhi di frutta
  2. Farina bianca 0,00 - farina integrale, farina senatore cappelli, farina di grano saraceno, farina di miglio, farina di semi di lino.
  3. Riso bianco - riso integrale
  4. Pane bianco - pane integrale, pane fatto in casa
  5. Sale e dadi - spezie, erbe aromatiche
  6. Latte vaccino - latte vegetale di riso, miglio, nocciola, mandorla
  7. Pan grattato - sesamo, crusca, semi di lino macinati
  8. Pasta bianca - pasta integrale, patate, purea, grano saraceno, miglio, bulgur, quinoa, amaranto, riso integrale, legumi...
  9. Muesli, corn flakes - fiocchi di cereali ( avena, quinoa, grano saraceno), muesli fatto in casa, granola
  10. Yogurt alla frutta - yogurt naturale con frutta fresca
  11. Panna - yogurt naturale, kefir, latte fermentato
  12. Maionese, salse pronte - yogurt naturale con aglio e erbe aromatiche
  13. Merendine - biscotti fatti in casa, budino di semi di chia, budino di miglio
  14. Tea nero - tea di bancha, tea mu (9 o 16), tisane
  15. Dolci, Cioccolato, caramelle - cioccolato amaro, frutta fresca e secca
  16. Patatine - chips di frutta e verdura, semi di girasole, semi di zucca, fiocchi di mandorle

www.sfondi.org

Eliminiamo i cibi spazzatura, cibi molto calorici (ricchi di grassi e zuccheri) come caramelle, cioccolato, zucchero, pane bianco, focacce, patatine fritte, gelato, prodotti light. Via dalle dispense carni conservate, cibi in scatola, alcolici, sale e bevande zuccherate.
Se desiderate avvicinarvi alla dieta vegana eliminate carne, pesce e formaggi con gradualità. Ad esempio togliete subito la carne rossa, salumi e insaccati e continuate con carni bianche e formaggi freschi. Eliminare i prodotti di origine animale non vi deve condurre al consumo di maggiori quantità di zuccheri come pane e pasta (il loro consumo non dovrebbe superare il 60% del totale delle calorie giornaliere). Ricordate che anche i prodotti integrali e quelli ricchi di fibra DEVONO ESSERE INTRODOTTI CON GRADUALITA'!!! Altrimenti si rischiano gonfiori, diarrea o stipsi e forti dolori addominali.
Cercate di associare nello stesso pasto cereali integrali e legumi. Piano piano introducete 4 porzioni (per porzione si intende 80 gr) di frutta e 5 porzioni di verdura al giorno (anche sotto forma di frullati ed estratti di frutta).

ASCOLTATE IL VOSTRO CORPO E RICORDATEVI CHI VA PIANO ARRIVA SANO E ARRIVA LONTANO!!!;)

martedì 28 aprile 2015

Vi presento il bulgur e la quinoa


Le nuove tendenze culinarie si concentrano sempre di più sull'impiego di ingredienti naturali e per tanto non aggressivi per l'organismo. Non bisogna essere vegetariani o vegani per mangiare cibi naturali, non troppo lavorati e inserirli nel proprio menù quotidiano. Scopriamo quindi questa sfiziosa ricetta, che con i suoi aromi conquisterà tutta la famiglia. E' la ricetta a base di bulgur e quinoa. La quinoa, originaria del Sud America, è un alimento altamente digeribile, proteico e con poche calorie, dunque adatto ad ogni dieta. Grazie al suo sapore delicato si sposa bene con molte preparazioni. Contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco. È anche un’ottima fonte di proteine vegetali ed è totalmente priva di glutine. Le proprietà nutrizionali del bulgur sono per lo più le stesse del frumento integrale. Si tratta, dunque, di un alimento ricco di fibre, vitamine (principalmente vitamine del gruppo B) e minerali (fosforo e potassio). Il bulgur, inoltre, è un alimento povero di grassi, fornisce un basso apporto calorico (circa 350 calorie ogni 100 grammi) e dà un buon senso di sazietà.
 La presenza di fibre lo rende facilmente digeribile, particolarmente adatto ai casi di scarsa motilità intestinale. Tali proprietà nutrizionali fanno sì che questa composizione di cereali venga consigliata nelle diete ipocaloriche e come ingrediente portante dell’alimentazione degli anziani.

Difficoltà: facile

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ingredienti per 4 persone:
  • 3 zucchine
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone verde
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 piccola melanzana
  • mezzo bicchiere di piselli freschi o scongelati
  • 3 cucchiai di curry
  • 3 cucchiai di curcuma
  • 150 gr di bulgur
  • 150 gr di quinoa
  • sale di himalaya q.b.
  • olio di oliva extravergine
Preparazione: Tagliamo a piccoli pezzetti tutte le verdure e facciamole saltare in padella finché non diventano morbide. 


In una pentola facciamo bollire l'acqua. Versiamo il nostro bulgur con la quinoa e facciamo cuocere per ca. 15 minuti.


Scoliamo e uniamo alle verdure. Aggiungiamo il curry, la curcuma e aggiustiamo di sale. 



Buon appetito!!!










venerdì 10 aprile 2015

Ama te stesso- magia BIO!!!


In circa due milioni di anni procurarsi il cibo necessario alla sopravvivenza è sempre stata una sfida, che ha richiesto tantissimi adattamenti. Il progresso del quale siamo testimoni è strettamente legato alla rivoluzione industriale, accompagnata sia dallo sviluppo di nuovi processi di produzione sia dall'intensificazione dell'agricoltura.


http://www.genitronsviluppo.com/ecologia/


 Al giorno d'oggi godiamo di un'abbondanza alimentare senza precedenti. La quantità e la varietà senza alcun rispetto di stagionalità, nonché la vasta gamma di alimenti provenienti da tutto il mondo ha fatto si, che abbiamo dimenticato che il compito principale del cibo è quello di nutrirci e di mantenerci in buona salute. L'abbondanza, l'eccessivo consumo e la cattiva qualità degli alimenti sono diventate una vera emergenza sanitaria. Sono alla base di patologie croniche che riducono, non solo la qualità, ma anche la speranza di vita. Questo dimostra la enorme importanza dell'alimentazione per mantenersi in una buona salute. Per assicurare che il corpo abbia tutti gli elementi chimici necessari per mantenere la sua struttura e permettergli di svolgere tutte le sue attività interne, è bene che gli alimenti siano molto vari, allo stato naturale e con le loro caratteristiche chimiche intatte. Prestare una particolare attenzione a ciò che si mangia e scegliere i cibi provenienti da agricolture biologiche non può che portare effetti benefici in termini di prevenzione di tantissime patologie che ci affliggono al giorno d'oggi.



http://g.wieszjak.polki.pl/p/_wspolne/pliki_infornext/508000/targ.jpg

L'agricoltura convenzionale, negli ultimi cinquant'anni è riuscita a moltiplicare la resa delle principali colture cerealicole e di frutta e verdura. Questo è stato possibile, da un lato grazie alla coltivazione di più piante per ettaro, dall'altro, selezionando piante con una parte commestibile più elevata e delle specie con una maggiore resa. Tutto ciò senza tenere alcun conto del valore nutrizionale delle specie selezionate. Tanto più è elevata la resa, quanto più basso è il contenuto di macro e micronutrienti. Dai vari studi emerge che, negli ultimi decenni, la concentrazione di microelementi nutritivi essenziali come ad esempio il ferro, lo zinco, il calcio e il selenio in una vasta gamma di alimenti comuni è diminuita con percentuali a doppia cifra. Di conseguenza per assicurarsi la stessa quantità di sostanze essenziali per il nostro corpo dobbiamo aumentare il consumo di alimenti come spinaci, patate, insalata e altre verdure.
Il calo nutrizionale degli alimenti dipende anche da altri fattori. I prodotti ortofrutticoli moderni sono coltivati su un terreno impoverito, alimentato soltanto da tre macronutrienti principali - azoto, potassio e fosforo (NPK).
Inoltre la massiccia irrigazione d'acqua e l'uso di pesticidi e fertilizzanti, che caratterizza l'agricoltura convenzionale, tende a "viziare" le piante, le quali crescono in fretta, senza radicare in profondità, il che comporta una scarsa assimilazione delle sostanze presenti. Le piante, non dovendo difendersi dai parassiti e dalle malattie, crescono più deboli e in conseguenza producono meno polifenoli, micronutrienti protettivi per la pianta, molto preziosi per la salute umana. Più la pianta "soffre" per siccità, attacchi d'insetti, o altro, più, per difendersi, produrrà polifenoli.


http://www.genitronsviluppo.com/ecologia

Lo stesso discorso vale per l'allevamento animale. L'alimentazione degli animali ha grande importanza sia per il prodotto agricolo finale che per la sua qualità nutritiva, l'assenza d'inquinanti tossici e la squisitezza della carne.
Anche i tempi lunghi di distribuzione, che richiedono una raccolta precoce hanno un impatto non indifferente sulla diminuzione nutritiva del prodotto ortofrutticolo. Solo quando il frutto è pienamente maturo può raggiungere il massimo valore nutrizionale.
Tutti questi metodi "sbagliati" sono stati eliminati dall'agricoltura biologica. 

Ma cosa vuol dire biologico e quali sono le caratteristiche degli alimenti bio?

La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali”. (Fonte: Reg. CE n. 834/07)



http://www.shopage.fr

Parliamo di agricoltura biologica quando un prodotto viene coltivato con l’utilizzo di fertilizzanti naturali e segue determinate regole. Nella coltivazione non si possono utilizzare le sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi) ne ormoni, additivi, coloranti, conservanti e  organismi geneticamente modificati (OGM). La frutta e la verdura sono prodotte rispettando la loro stagionalità. Non sono consentite né maturazioni forzate né trattamenti con agenti chimici di sintesi per la conservazione. In questo modo non si danneggia l’ambiente e si da un grande contributo nel salvaguardare gli equilibri dell’agroecosistema e alla tutela delle risorse naturali come suolo, atmosfera, acque sotterranee e superficiali, organismi animali e vegetali, biodiversità, ecc. Inoltre si esegue la rotazione delle colture - si evita di coltivare per più stagioni la stessa pianta sullo stesso terreno. In questo modo tutte le sostanze nutrienti contenute nel terreno vengono sfruttate in modo meno intensivo.
  • Il cibo biologico è sano, è gustoso ed è ricco di principi attivi vitali
  •  rinforza il metabolismo e le difese immunitarie
  •  velocizza lo smaltimento delle tossine presenti nel nostro organismo
  • accelera la guarigione e stimola la rigenerazione di organi e tessuti
  •  ha un effetto protettivo, ricostituente e anti-age.

http://www.genitronsviluppo.com/ecologia

Secondo uno studio trentennale condotto da Rodale Institute emerge che ortaggi ottenuti con metodi biologici coltivati fianco a fianco con le verdure cresciute con i metodi tradizionali contengono un valore nutrizionale superiore sia dal punto di vista dei principali macronutrienti ( dal 6 al 27 % ), che di micronutrienti ( dal 17 al 28%). Inoltre la materia organica fertile presente nel terreno, invece di esaurirsi, era cresciuta del 30%.
Parlando di agricoltura biologica non possiamo non parlare di allevamento biologico. In un allevamento biologico gli animali devono essere nutriti con prodotti vegetali biologici. Il numero consentito dei capi allevati è proporzionale all’estensione del terreno disponibile. Inoltre è vietato l’impiego di razze ottenute mediante manipolazione genetica. A ogni animale deve essere assicurato uno spazio. Anche il trasporto deve essere effettuato in condizioni di serenità per l’animale stesso senza  alcun uso di calmanti.

http://www.alimentazioneinequilibrio.it

Se pensiamo che tutto quello che mangiamo o applichiamo sulla pelle sotto forma di cosmetico, plasma il nostro corpo e influisce su tutti organi interni e non resta indifferente per tutte le attività metaboliche, è ovvio che il cibo biologico può avere effetti decisamente positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze curative e protettive che il corpo assorbe con rapidità.
I prodotti biologici sono necessari a tutti ma in particolar modo ai bambini e alle persone allergiche. L'alimentazione biologica, per le sue caratteristiche nutritive, rappresenta un formidabile alleato per crescere bambini sani, robusti e senza allergie.
Le allergie sono in costante aumento nel mondo occidentale. I principali sospettati sono gli antiparassitari, le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e le carenze provocate dalla diminuita qualità del cibo di cui ci nutriamo. Mangiare biologico può essere, quindi, per gli allergici una validissima forma di protezione e prevenzione di malattie ben peggiori, oltre che una forma di prevenzione per chi allergico non lo è ancora.
Acquistando prodotti bio, ognuno contribuisce alla propria salute e quella dell'intero ecosistema, in due modi: favorisce lo sviluppo economico del settore, facendone calare i costi, nonché premiando e dando forza a persone che si dedicano ad un'attività produttiva che ha altresì un forte carattere sociale, perché favorisce il benessere di tutti noi e dell'ambiente.

giovedì 9 aprile 2015

Ama te stesso- mangia BIO!!!




In circa due milioni di anni procurarsi il cibo necessario alla sopravvivenza è sempre stata una sfida, che ha richiesto tantissimi adattamenti. Il progresso del quale siamo testimoni è strettamente legato alla rivoluzione industriale, accompagnata sia dallo sviluppo di nuovi processi di produzione sia all'intensificazione dell'agricoltura.

La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali”. (Fonte: Reg. CE n. 834/07)



http://www.genitronsviluppo.com/ecologia/

Parliamo di agricoltura biologica quando un prodotto viene coltivato con l’utilizzo di fertilizzanti naturali e segue determinate regole. Nella coltivazione non si possono utilizzare le sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi) ne ormoni, additivi, coloranti, conservanti e  organismi geneticamente modificati (OGM). La frutta e la verdura sono prodotte rispettando la loro stagionalità. Non sono consentite né maturazioni forzate né trattamenti con agenti chimici di sintesi per la conservazione. In questo modo non si danneggia l’ambiente e si da un grande contributo nel salvaguardare degli equilibri dell’agrecosistema e alla tutela delle risorse naturali come suolo, atmosfera, acque sotterranee e superficiali, organismi animali e vegetali, biodiversità, ecc. Inoltre si esegue la rotazione delle colture - si evita di coltivare per più stagioni la stessa pianta sullo stesso terreno. In questo modo tutte le sostanze nutrienti contenute nel terreno vengono sfruttate in modo meno intensivo.

  • Il cibo biologico è sano, è gustoso ed è ricco di principi attivi vitali
  •  rinforza il metabolismo e le difese immunitarie
  • velocizza lo smaltimento delle tossine presenti nel nostro organismo
  • accelera la guarigione e stimola la rigenerazione di organi e tessuti
  •  ha un effetto protettivo, ricostituente e anti-age.
 Al giorno d'oggi godiamo di un'abbondanza alimentare senza precedenti. La quantità e la varietà senza alcun rispetto di stagionalità, nonché la vasta gamma di alimenti provenienti da tutto il mondo han fatto si, che abbiamo dimenticato che il compito principale del cibo è quello di nutrirci e di mantenerci in buona salute. L'abbondanza, l'eccessivo consumo e la cattiva qualità degli alimenti sono diventate una vera emergenza sanitaria. Sono alla base di patologie croniche che riducono non solo la qualità ma anche la speranza di vita. Questo dimostra la enorme importanza dell'alimentazione per mantenersi in una buona salute. Per assicurare che il corpo abbia tutti gli elementi chimici necessari per mantenere la sua struttura e permettergli di svolgere tutte le sue attività interne, è bene che gli alimenti siano molto vari, allo stato naturale e con le loro caratteristiche chimiche intatte. Prestare una particolare attenzione a ciò che si mangia e scegliere i cibi provenienti da agricolture biologiche non può che portare effetti benefici in termini di prevenzione di tantissime patologie che ci affliggono al giorno d'oggi.

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L'agricoltura convenzionale, negli ultimi cinquant'anni è riuscita a moltiplicare la resa delle principali colture cerealicole e di frutta e verdura. Questo è stato possibile da un lato grazie alla coltivazione di più piante per ettaro, dall'altro, selezionando piante con una parte commestibile più elevata e delle specie con una maggiore resa. Tutto ciò senza tenere alcun conto del valore nutrizionale delle specie selezionate. Tanto più è elevata la resa, quanto più basso è il contenuto di macro e micronutrienti. Dai vari studi emerge che, negli ultimi decenni, la concentrazione di microelementi nutritivi essenziali come ad esempio il ferro, lo zinco, il calcio e il selenio in una vasta gamma di alimenti comuni è diminuita con percentuali a doppia cifra. In conseguenza per assicurarsi la stessa quantità di sostanze essenziali per il nostro corpo dobbiamo aumentare il consumo di alimenti come spinaci, patate, insalata e altre verdure.

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Il calo nutrizionale degli alimenti dipende anche da altri fattori. I prodotti ortofrutticoli moderni sono coltivati su un terreno impoverito, alimentato soltanto da tre macronutrienti principali - azoto, potassio e fosforo (NPK).
Inoltre la massiccia irrigazione d'acqua e uso di pesticidi e fertilizzanti, che caratterizza l'agricoltura convenzionale, tende a "viziare" le piante, le quali crescono in fretta, senza radicare in profondità, il che comporta una scarsa assimilazione delle sostanze presenti. Le piante, non dovendo difendersi dai parassiti e dalle malattie, crescono più deboli e in conseguenza producono meno polifenoli, micronutrienti protettivi per la pianta, molto preziosi per la salute umana. Più la pianta "soffre" per siccità, attacchi d'insetti, o altro, più, per difendersi, produrrà polifenoli.
Anche i tempi lunghi di distribuzione, che richiedono una raccolta precoce hanno un impatto non indifferente sulla diminuzione nutritiva del prodotto ortofrutticolo. Solo quando il frutto è pienamente maturo può raggiungere il massimo valore nutrizionale.
Lo stesso discorso vale per l'allevamento animale. L'alimentazione degli animali ha grande importanza sia per il prodotto agricolo finale che per la sua qualità nutritiva, l'assenza d'inquinanti tossici e la squisitezza della carne.

Tutti questi metodi "sbagliati" sono stati eliminati dall'agricoltura biologica. 

Ma cosa vuol dire biologico e quali sono le caratteristiche degli alimenti bio?


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Secondo uno studio trentennale condotto da Rodale Institute emerge che ortaggi ottenuti con metodi biologici coltivati fianco a fianco con le verdure cresciute con i metodi tradizionali contengono un valore nutrizionale superiore sia dal punto di vista dei principali macronutrienti ( dal 6 al 27 % ), che di micronutrienti ( dal 17 al 287%). Inoltre la materia organica fertile presente nel terreno, invece di esaurirsi, era cresciuta del 30%.
Parlando di agricoltura biologica non possiamo non parlare di allevamento biologico. In un allevamento biologico gli animali devono essere nutriti con prodotti vegetali biologici. Il numero consentito dei capi allevati è proporzionale all’estensione del terreno disponibile. Inoltre è vietato l’impiego di razze ottenute mediante manipolazione genetica. A ogni animale deve essere assicurato uno spazio. Anche il trasporto deve essere effettuato in condizioni di serenità per l’animale stesso senza  alcun uso di calmanti.

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Se pensiamo che tutto quello che mangiamo o applichiamo sulla pelle sotto forma di cosmetico, plasma il nostro corpo e influisce su tutti organi interni e non resta indifferente per tutte le attività metaboliche, è ovvio che il cibo biologico può avere effetti decisamente positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze curative e protettive che il corpo assorbe con rapidità.
I prodotti biologici sono necessari a tutti ma in particolar modo ai bambini e alle persone allergiche. L'alimentazione biologica, per le sue caratteristiche nutritive, rappresenta un formidabile alleato per crescere bambini sani, robusti e senza allergie.

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Le allergie sono in costante aumento nel mondo occidentale. I principali sospettati sono gli antiparassitari, le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e le carenze provocate dalla diminuita qualità del cibo di cui ci nutriamo. Mangiare biologico può essere, quindi, per gli allergici una validissima forma di protezione, oltre che una forma di prevenzione per chi allergico non lo è ancora.


Acquistando i prodotti bio, ognuno contribuisce alla propria salute e quella dell'intero ecosistema!!!